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7 settembre 2015

Nata per soffriggere.

La proiezione parte alle 19:30 in punto, ma alle 19:39 spaccate sono già fuori. L'audio non è dei migliori, si risparmia sull'aria condizionata -i 38 gradi di agosto sono un lontano ricordo, suvvia, e  l'olezzo da spogliatoio maschile può essere evocativo in certi contesti, tipo Odorama- e la concentrazione di facce da cazzo in odor di martirio nichilista, braccia conserte e gambe divaricate,  che fissano lo schermo con espressione compunta e seriosa, è davvero alta.
Dieci minuti prima, fuori dal locale (pub'n'roll, per l'esattezza, mica un pub qualunque, pub'n'roll, ragazzi, neologismo che se la gioca con apericena) mi armavo delle migliori intenzioni, Peroni da 66 cl in mano, preparandomi ad assistere all'intera proiezione.
Mi faccio scivolare addosso, con superiorità quasi zen, la tipa con il ciuffo fosforescente sponsorizzato dalla Stabilo Boss, che ostenta abbronzatura color crosta di porchetta e french manicure in tinta con il ciuffo; conto, per il gusto squisitamente autistico di farlo, cinque t-shirt Nerorgasmo, tre Tragedy, sei Doom, una Negazione, nove Ramones, e zero Radio Birdman, per esempio. Sto per iniziare la conta delle àncore e delle rondini tatuate, ma vengo distolta dall'epica impresa dai vocalare di stupore più o meno autentico, e gioco a tentar di schivare più bacetti possibile, traendo indietro la testa e porgendo una formale mano destra, ché in mancanza dell'entusiasmo di incontrare talune facce da cazzo mi viene in soccorso (purtroppo) solo l'educazione.
Con tantissima buona volontà entro nell'angusto pub'n'roll, ovviamente i sedici preziosi posti a sedere sono già appannaggio di persone più sagge e oculate di me, ma confido in un posticino, un angolino o uno scalino. Mi accontento davvero di un cantuccio, anche a pochi centimetri dal suolo, da cui godermi l'agognata visione. Ma nulla. I diversi spazi liberi da me adocchiati sono ovviamente occupati da amici che arriveranno, forse a metà film, forse durante i titoli di coda, forse mai, in virtù di leggi non scritte che riconoscono loro diritti a me preclusi. Forse non ho i tatuaggi giusti per meritarmi uno di quei posti, e  poi che cazzo pretendo con questo aspetto da persona ordinaria? Un indeciso ibrido tra un rapace e un rattus norvegicus, con i lobi dilatati all'inverosimile, risponde  con arroganza quando le chiedo se posso sedermi nell'ampio spazio vuoto accanto a lei. "E' occupato" mi ringhia contro, scuotendo la testa, facendo ciondolare sul collo gli espansori di plexiglas trasparente . Confusa e scoraggiata, mi incuneo di lato a una colonna, che invece è un culturista redskin tatuato immobile in assetto da martire nichilista di cui sopra, mentre le luci si abbassano e parte il film.
Sono le 19:33 e il mio interesse è già del tutto svanito. In sala si soffoca, i posti vuoti sono rimasti tali, con grande soddisfazione dei custodi, e io friggo nel disappunto.
Sono le 19:37. Improvvisamente non sono più in grado di comprendere la mia lingua madre. Non capisco cosa avviene sullo schermo, ma mi rendo conto che è un problema solo mio, date le numerose teste che vedo annuire in segno d'assenso.  Grazie al culo, e alle Peroni ora devo anche pisciare, e il bagno si trova esattamente dietro il telo da proiezione.
Sono le 19:39, mi lancio fuori dal pub'n'roll boccheggiando, la vescica gonfia, le mascelle serrate per i nervi.
La visione della ragazza Stabilo Boss, intenta a mostrare alla sua amica bellissime unghie in pura plastica, è quasi rassicurante. L'impatto con l'aria fresca mi dà il capogiro.
Non mi fermo finché non arrivo a casa.




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