Google+ Followers

Pagine

9 agosto 2015

La cupezza di questi mesi mi rammenta l'estate in cui è ambientato il romanzo Un'anima persa, di Giovanni Arpino.  La medesima sensazione di catastrofe che incombe, nei giorni che si succedono tutti uguali, diluiti nell'afa e nella cruda luce.

In effetti, qualcosa di terribile è accaduto.

Un suicidio. Nessuno che mi fosse prossimo o che conoscessi personalmente, ma comunque vicino a una persona verso cui ho sviluppato molta empatia. E ciò è bastato a esasperare le mie percezioni.
Ad accorciarmi il respiro, con il cuore che palpita come un coniglio che sta per essere ammazzato dal fattore.
A fottermi la testa, avvolgendola in un turbante di ghisa.

Non rimane che attendere che anche questo periodo strisci via come un leviatano malato.

Vado a farmi una doccia di colla liquida.