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1 dicembre 2013

Roma mi sta rigettando, espellendo, come un organismo malato potrebbe fare con una protesi, questa città che si era mostrata così benevola nel (ri)accogliermi, nel perdonarmi, come una madre redenta dal passato torbido che comprende e indulge, adesso improvvisamente mi mostra i denti, i viali di periferia non mi sembrano più di marzapane, con platani di zucchero filato e fermate del tram caramellate dal sole, la Caput si sta rivelando metropoli terzomondista, coatta e presuntuosa, e soprattutto mi succhia tempo, mi ruba tempo, mi estorce tempo, tempo che mi ossessiona, mi irride, che potrei sfruttare studiando e scrivendo, soprattutto scrivendo, ora che il Fastidio sta riemergendo, di scrivere, è il Tempo.