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12 aprile 2012

(My brain hurts a lot)- Nora

E così ci siamo ritrovate. L'avevo messo in conto, ma ormai non ci speravo più. E comunque non dopo quindici anni. Che mi fa ridere, Nora, pensare di riincontrare una persona dopo tutto 'sto tempo, metà della mia intera vita, tipo. E invece eccoti. Come m' hai riconosciuta, m'hai chiesto. Che ti credi, che sia stato così facile dimenticare quello sguardo intelligente? Quegli occhi che per lungo tempo hanno riecheggiato nelle sale della mia memoria. E così amica mia, rieccoti. Ed ecco i ricordi di due vite fa. Il cervello umano è buffo. Seppellisce, ma riesuma in un attimo.  I primi dischi punk, le prime letture proibite, l'erba, e quelle gocce. Ecco la ferita provocata dal tuo abbandono. Ed ecco il mio perdono. Eravamo le uniche, m'hai detto, in quella città ventosa. Eravamo le Mosche Bianche. Intelligenti da far spavento, e altrettanto teste di cazzo. Quindici anni da allora. Che sorpresa. Che è un prodigio che io sia qui raccontarti a grandi linee cosa è successo in questa mezza vita, come ho smentito le scommesse di chi mi dava per spacciata, e scoprire che anche tu non te la sei passata bene, e che dopo aver viaggiato su binari paralleli, siamo sopravvissute a quel funesto veterno che già scavava le nostre occhiaie quattordicenni. Una simbiosi mai sopita. Che sorpresa, cazzo.