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8 dicembre 2011

Un'altra fantastica giornata di sole anormale è appena terminata. Il termometro sulla Prenestina segna da giorni 16 gradi, che la sera diminuiscono al massimo di due. E' un dicembre primaverile che silenzioso prelude a qualcosa di terribile, o a niente, che è anche più terribile. Ieri, 16 aprile 1971, sono andata a trovare la mia amica Samantha. Lei vive all'altro capo della città, in un quartiere residenziale, che sembra il set di un film di Cassavetes. La prima cosa che avverto di lei è il suo profumo, e mi sento svenire. Mi lascio irretire dai capelli color caramello che ondeggiano, mentre cerco le mani ricamate di graffi, mentre respiro l'ossigeno che emana da dietro i lobi delle orecchie. L'interdipendenza tra noi mi dà sicurezza, lei è una cagna che allatta bambole vive, non mi lascerà mai. Mai.

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