oggi mi sento come una bella rana sguazzante nel mestruo. Viso e lingua sempre più gonfi, e oltre a perdere sangue dal naso, il mio utero ha deciso di stillare sangue marcio con una settimana di anticipo, tanto per gradire. la mia giornata è scandita dalle medicine, ma le cose non sono così tragiche come mi piace descriverle (oh, sì la sofferenza tira un casino, e fa anche un bel contrasto con le mie non tanto sporadiche incursioni nell'alt porn), nessuno che muoia per me, che mi porti a cena fuori, che mi regali libri preziosissimi, che insinui la testa sotto i miei vestiti stampa optical voracemente attratto dai miei succhi, nessuno che sussulti al mio tocco. Stamani mi sono svegliata con in testa "I wanna hold your hands" dei Beatles, ma nella versione dei Moving Sidewalk che è tutta psichedelica ma non la trovo quindi è inutile mettere i Beatles che nemmeno mi piacciono, anche se Lemmy dice che sono meglio degli Stones perchè gli Stones erano solo fighette uscite dal college e i Beatles i veri ragazzacci, ma io preferisco gli Stones mille volte, anche se Lemmy Kilmister è da stare a sentire, dicevo che mi sono svegliata con quella canzone in testa, e i reni in fiamme, ho ingoiato un antidolorifico, e riaddormentandomi ho sognato di essere a cena con i Dum Dum boys, e una di loro mi fotteva il piatto appena portato dal cameriere, e si mangiava i miei spaghetti, ma poi guardando il piatto vedevo che era pieno di tentacoli viola e allora meglio così, no?
Dopo il secondo risveglio, invece, mi è tornata in mente quella volta che andai a Milano per un colloquio di lavoro. Scesa dal treno mi misi a cercare l'ero attorno alla stazione, secondo la regola universale che tutti i paraggi delle ferrovie sono succursali dell'Interzona. Invece trovai due tizi che si sparavano la coca, andammo a prenderla in una zona popolare, a prezzi anch'essi abbastanza popolari. Dopo i tipi mi portarono in mezzo a un bosco vicino a un casermone arancione, che sembrava l'ambientazione di un romanzo di Scerbanenco. Nemmeno mi sfiorava l'idea che i tipi potevano violentarmi, spaccarmi la testa con un sasso e fregarmi tutti i soldi, non necessariamente in quest'ordine, anche perchè i soldi li avevo già tutti finiti, e dell'incolumità della mia testa, e di tutto il resto, non mi è mai importato granchè e infatti non successe niente, a parte bucarci con quell'ottima bamba. Mi ricordo che il tipo più alto dei due era pelato e quando si tirò su il pantalone per farsi sul polpaccio, infilò l'ago in una vena completamente incancrenita e violacea. Lavorava in banca. L'altro era un piccoletto molto loquace che bucai io mentre lui mi raccontava la storia della sua vita, che consisteva nel fatto che la madre si prostituiva e lui si faceva dall'età di 12 anni. Fine della storia.
Arrivai al colloquio digrignando i denti e boccheggiando in metropolitana, chè non avevo niente per calmare lo strascico della botta. M isentivo schizzare gli occhi fuori dalle orbite mentre parlavo con l'esaminatore, che incredibilmente mi assunse. Tornai a casa chiusa nel cesso del treno, a rota e senza soldi. Era più o meno questo periodo, Milano fa schifo anche a primavera, ma questa primavera fa schifo, quindi devo aver fatto un lavoro di associazione tipo Proust con la madeleine inzuppata nel tè, e che culo.
2 commenti:
Daiii!! rivogliamo il pezzo sulla neve che c'era a San Valentino, perchè lo hai toltooo ?!
Non vale così :)
M.G.
chi sei? e nn c'era neve a s valentino
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