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11 agosto 2011

Salambò

Ho quasi finito le 500 e passa pagine del "Salambò" di Gustave Flaubert. Lui è uno dei miei autori preferiti, e gli sarò sempre grata per aver scritto Madame Bovary, che è stato per me il primo romanzo, e mi ha dato un pò l'imprinting nella scelta della letteratura. Lei, Salambò, protagonista di questo misconosciuto romanzo storico di ambientazione cartaginese, è, per capirci, la sorella maggiore del temibile condottiero Annibale, (che appare nel romanzo ancora bambino), sacerdotessa della dea Tanit, nonchè fanciulla che si strugge d'amore per il capo dei Barbari. Non sarà facile dimenticare le urla dei bambini che vengono arsi vivi nella pancia di bronzo del colosso dalle fattezze di Baal, sacrificati al dio per placarne la collera, nè le lagrime delle madri con il capo velato di nero, i tonfi dei massi lanciati dalle catapulte oltre le mura dell'acropoli, il sangue rappreso misto alla sabbia gialla sul viso dei soldati, il profumo molle e narcotico emanato dalle vesti della sacerdotessa che incede lungo i corridoi del palazzo, sotto lo sguardo vigile degli eunuchi con il volto tatuato.

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