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27 agosto 2011

Da un anno e un'estate nella nuova casa. Ad accogliermi, un concerto di Jello Biafra con il nuovo gruppo proprio sotto casa, e due coinquilini cattivi come le murene aiutanti della strega Ursula ne "la Sirenetta", e altrettanto viscidi. Quattordici mesi dopo, annuso ancora con meraviglia la notte in questo quartiere. Notte che sa di pane e di narghilè, illuminata dal verde malsano delle croci luminose delle farmacie, quando scendo dal notturno che mi riporta a casa,e sul notturno ci siamo io, un numero imprecisato di immigrati più o meno clandestini, due battone sfatte, e il rimastino di turno, in genere segnato da anni di militanza nelle file dei cuochi di ketamina, elemento fondamentale dell'habitat centocellino, nonchè presenza abituale sul tram o sul notturno, occhio a mezzasta e sudorino chimico. Mi preoccuperei se non ci fossero, i rimastini, sui tram che percorrono la Prenestina. Mi chiedo sempre quando mi deciderò a farmi un motorino, un'Ape, una biga, quando sono circondata dalla variopinta fauna del notturno che le buche della strada fanno sobbalzare, complice anche l'autista dalla guida sportiva, passando sotto la sopraelevata, in quel tratto davanti al Pigneto che sembra troppo Detroit, a me che a Detroit non ci sono mai stata ma dev'essere un posto abbastanza del genere, indugiando sull'unico momento di calma degli Swamp Rats in un disco che è una continua aggressione al sistema nervoso.


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