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27 agosto 2011

Da un anno e un'estate nella nuova casa. Ad accogliermi, un concerto di Jello Biafra con il nuovo gruppo proprio sotto casa, e due coinquilini cattivi come le murene aiutanti della strega Ursula ne "la Sirenetta", e altrettanto viscidi. Quattordici mesi dopo, annuso ancora con meraviglia la notte in questo quartiere. Notte che sa di pane e di narghilè, illuminata dal verde malsano delle croci luminose delle farmacie, quando scendo dal notturno che mi riporta a casa,e sul notturno ci siamo io, un numero imprecisato di immigrati più o meno clandestini, due battone sfatte, e il rimastino di turno, in genere segnato da anni di militanza nelle file dei cuochi di ketamina, elemento fondamentale dell'habitat centocellino, nonchè presenza abituale sul tram o sul notturno, occhio a mezzasta e sudorino chimico. Mi preoccuperei se non ci fossero, i rimastini, sui tram che percorrono la Prenestina. Mi chiedo sempre quando mi deciderò a farmi un motorino, un'Ape, una biga, quando sono circondata dalla variopinta fauna del notturno che le buche della strada fanno sobbalzare, complice anche l'autista dalla guida sportiva, passando sotto la sopraelevata, in quel tratto davanti al Pigneto che sembra troppo Detroit, a me che a Detroit non ci sono mai stata ma dev'essere un posto abbastanza del genere, indugiando sull'unico momento di calma degli Swamp Rats in un disco che è una continua aggressione al sistema nervoso.


11 agosto 2011

Salambò

Ho quasi finito le 500 e passa pagine del "Salambò" di Gustave Flaubert. Lui è uno dei miei autori preferiti, e gli sarò sempre grata per aver scritto Madame Bovary, che è stato per me il primo romanzo, e mi ha dato un pò l'imprinting nella scelta della letteratura. Lei, Salambò, protagonista di questo misconosciuto romanzo storico di ambientazione cartaginese, è, per capirci, la sorella maggiore del temibile condottiero Annibale, (che appare nel romanzo ancora bambino), sacerdotessa della dea Tanit, nonchè fanciulla che si strugge d'amore per il capo dei Barbari. Non sarà facile dimenticare le urla dei bambini che vengono arsi vivi nella pancia di bronzo del colosso dalle fattezze di Baal, sacrificati al dio per placarne la collera, nè le lagrime delle madri con il capo velato di nero, i tonfi dei massi lanciati dalle catapulte oltre le mura dell'acropoli, il sangue rappreso misto alla sabbia gialla sul viso dei soldati, il profumo molle e narcotico emanato dalle vesti della sacerdotessa che incede lungo i corridoi del palazzo, sotto lo sguardo vigile degli eunuchi con il volto tatuato.

5 agosto 2011

Il ritorno

IYEzine
E' stata la volta del violinista quasi famoso. Poi del quarantenne in crisi affetto da una forma molto borghese di priapismo. Infine è arrivato l'agente immobiliare con manie di controllo, che per comodità chiameremo l'agente. L'agente è stato il personaggio più divertente della triade che ha popolato il mio letto negli ultimi due mesi, vuoi per i suoi trascorsi assolutamente banali che lui cercava di far passare ai miei occhi per trasgressivi, vuoi per la facilità con cui si appellava a sentimenti fantomatici quanto il mostro di Lochness, qualli l'ammore, vuoi per l'ossessività con cui pretendeva che io diventassi la sua ragazza. L'agente aveva paura di un pub bellissimo in cui lo portavo, paura dei film horror e delle biografie di serial killers che gli snocciolavo a memoria in macchina quando mi annoiavo. L'agente è in cura da una vita da una psicanalista che se ha la casa al mare lo deve a lui, e dopo avermi sentito elogiare le gesta di Sacha Grey con una mia amica, mi ha preso di lato e m'ha chiesto a voce bassa, per non fare brutta figura "Oh, ma chi è sto Sasciagrei?".Ma soprattutto, era questo suo persistere nell'intento di degradarmi al ruolo di fidanzata, ciò che più mi irritava. Io ho lottato con unghie e denti per rifuggire l'odioso compito che prelude a quello ancora più infamante di moglie, considerando che per individui come l'agente "fidanzata" è solo un sinonimo per definire un ricovero sicuro per la lumaca svenuta che si trovano tra le gambe, quasi un investimento, considerando anche la paura che più di tutte le altre attanagliava l'agente, quella del tempo, che lo spingeva alla frenetica ricerca di una dolce metà(stasi), una qualunque, malgrado i miei testardissimi tentativi di fargli capire la convenienza e la bellezza di un rapporto fisico scevro da complicazioni di natura sentimentale. Ma soprattutto, lo sbaglio del bell'agente, errore imperdonabile per me, è stato regalarmi l'unico disco dei Cramps che non sarebbe nemmeno mai dovuto uscire, l'ultimo, il meno bello, quello che odora meno di vagina. Questa non dovevi farmela.