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24 agosto 2010

metti il tappo

Ri-visione, iersera, l'ennesima, di "Carrie - Lo sguardo di Satana", di De Palma, forse il mio film preferito, sicuramente l'unico horror che mi fa stillare succo d'occhi in quantità, sin dalla scena della palestra, all'inizio. Lei atterrita dalle sue prime mestruazioni che si accascia nell'angolo della doccia, bersaglio dei lanci di tampax delle compagne che le urlano :"Metti il tappo!".
Difficile esprimere così bene il dolore e lo stupore provocati dal passaggio all'età adulta. La putrida marmellata di mirtilli che si materializzò sulle mie mutandine all'inizio delle scuole medie mi fece piangere per una settimana, malgrado mia madre mi avesse preparato al menarca imminente, quel sangue fetido tra le cosce era il segno inequivocabile di una perdita, mi sentivo vittima di un raggiro, rimasi giorni rannicchiata, la pelle sintetica del divano resa scivolosa dalle lacrime,mentre le zie sfilavano per complimentarsi con me, sentivo mia madre al telefono e i suoi annunci trionfanti che non potevo che registrare come sadico accanimento. I parenti accorsero, con doni e pasticcini, per festeggiare, perchè ero, come si dice al Sud, "diventata signorina". Accolsi i dolci e i mazzi di fiori assordata dallo stridìo che fanno le ossa quando si allungano, con il caparbio proposito che io, "signorina" come intendevano loro, non ci sarei mai stata. Tengo ancora fede a quel proposito.

Ho in comune con Carrie anche una madre sarta, la svogliatezza nel giocare a pallavolo, e fino a pochi mesi fa, una stanza da letto in soffitta in cui covare livore. Niente telecinesi per me, purtroppo, ma una spiccata attitudine alla vendetta che compensa la mancanza di poteri psichici.

21 agosto 2010

Mi avviavo triste e rassegnata al lavoro sotto il cielo di stagnola incadescente di questo pomeriggio di estate ritrovata ascoltando i PIL quando ti sei materializzato al mio fianco, e con un pretesto qualsiasi hai attaccato discorso, e io stranamente non spaventata dall'improvvisa visione t'ho sorriso, stranamente meno forastica del solito, ci siamo complimentati per le rispettive magliette ( io Dead Kennedys, tu street punk band polacca '77 dal nome impronunciabile e intrascrivibile), abbiamo constatato l'effettiva quantità di volte ci siamo incrociati sul posto di lavoro dell'una o dell'altro, situati entrambi nella famigerata piazza che fu già di PPP territorio di caccia (PPP c'entra sempre), in 7 minuti netti abbiamo enucleato argomenti che spaziavano dal colore giallo nei tatuaggi, al prezzo degli affitti in città, dalla tirannide dei datori di lavoro, al concetto scadente di underground capitolino, dai fumetti Marvel alle pubblicazioni Lancio Story, tutto con la massima scioltezza, come se ci conoscessimo da sempre, e con la stessa scioltezza mi hai domandato se stasera mi andava di bere una cosa assieme, - Ti aspetto quando stacchi dal lavoro, ti va?- m'hai suggerito, e io che sono una ragazza romantica già sentivo partire il riff iniziale con il piano della versione lisergica bowieana di "Let's spend the night together", e ci ho visti per un attimo da fuori, proprio carini nella luce del tramonto che ci indorava i capelli, in piedi nei nostri jeans stinti e attillati, e io così contenta che dopo mesi di sguardi furtivi saettanti zap-zap attraverso gli occhiali da sole riuscivamo a parlarci, e sto per darti il mio numero, quando tu alzi lo sguardo corrucciato dallo schermo del tuo cellulare e mi fai "Ah ma stasera ggioca 'a Roma" e che semmai possiamo vederci dopo, dopo che ha ggiocato a' maggica. Ma 'sti cazzi della maggica. Annientato il lirismo, sfumata la poesia, e giratemi improvvisamente le palle, non mi resta che rispondere con un sonoro due di picche. Con te che, confuso dal mio repentino cambiamento, te ne stai lì a ripetermi che è un peccato, un gran peccato, con una faccia come dire "ma sarai un pò stronza?"
Ma sarò un bel pò stronza?

19 agosto 2010

Massime.


"Nella fase premestruale si possono manifestare
anche effetti positivi come l'aumento del desiderio sessuale e della creatività"


Signor Lines Seta Ultra. (con ali).

14 agosto 2010

L'atmosfera leggiadra, sognante come gran parte dei pezzi dei Kinks, l'atmosfera alla "Sunny Afternoon" per intenderci, che ha pervaso questi ultimi giorni è stata lavata via da un piovischio sottile sottile, una bava fina di nuvole che preannuncia il mio (a)dorato autunno. Mi struggo nella mia malinconia premestruale, troppo pigra anche per mettere un disco, ciondolo per casa alla ricerca di spicchi di luce mentre la pioggia aumenta di intensità e la padrona di casa mi telefona per annunciare che sta venendo a riscuotere acqua luce gas.

Help me, help me, help me sail away,
Well give me two good reasons why I oughta stay.
'Cause I love to live so pleasantly,
Live this life of luxury,
Lazing on a sunny afternoon.
In the summertime
In the summertime
In the summertime

6 agosto 2010

La cerchia delle mie frequentazioni esclusive continua a elevarsi. Ho conosciuto un giovane marchettaro. S. ha cominciato a prostituirsi all'estero, dove ha girato anche dei film. S., malgrado la giovanissima età, è molto ferrato in materia di produzioni e intrattenimento per adulti. Siamo concordi sul fatto che in Italia il porno è prodotto scadente destinato a un pubblico dozzinale e bavoso, millenni luce lontani dalle raffinatezze stilistiche della Vivid.Alt, o dalle masturbazioni intellettuali di un Kern o di un Nick Zedd. Di S. mi piacciono le vene che si intravedono sulle palpebre attraverso la pelle esangue e il modo di sclerare al minimo imprevisto. Un uomo finito prima ancora di cominciare.

Ho ricominciato ad ascoltare garage rock, in realtà non avevo mai smesso, ma mi faceva un pò male, date le elucubrazioni che tiravamo su da ogni pezzo, ma adesso che sto razionalizzando e sono quasi scevra dal senso di colpa, posso ricominciare con tutte le mie bands di primitivi dall'oltrespazio, certo a tratti sento la mancanza di qualcuno che apprezzi i miei vestiti a stampa optical e quello che c'è sotto, che insinui la testa sotto la mia gonna voracemente attratto dai miei succhi, qualcuno che sussulti al mio tocco. Ma la mia hubris ha avuto la meglio, come sempre, e adesso ti so felice, con la ragazza materna che io non ho mai saputo essere, con la quasi moglie che io non ho mai voluto essere, d'altronde quel proverbio su moglie e bovini compaesani ha il suo fondo di verità, -ah, la saggezza popolare!- e poi io te lo dicevo sempre di lasciarmi perdere e che con una così dovevi stare, una semplice, placida ragazza di campagna con la testa sulle spalle, qualcuna che appunto sia ben contenta di passare il resto della vita al tuo fianco, contenta di lasciarsi ingravidare e portare avanti la dinastia, molto più adatta a te di quanto lo fossi io, d'altronde, come si dice dalle mie parti, chi nasce tondo non muore quadrato, e io sono fatta in un certo modo e mi hai portato anelli e cose preziose, come in quel pezzo degli Yardbirds che mi cantavi sempre, e hai preparato un castello per noi, un nido claustrofobico nel quale intrappolarmi, e io folle di terrore sono fuggita, e stamani mi sono svegliata con in testa "I wanna hold your hands" dei Beatles, ma nella versione dei Moving Sidewalk che è tutta psichedelica ma non la trovo quindi è inutile mettere i Beatles che nemmeno mi piacciono, anche se il sommo Lemmy dice che sono meglio degli Stones perchè gli Stones erano solo fighette uscite dal college e i Beatles i veri ragazzacci, ma io preferisco gli Stones mille volte, anche se Lemmy Kilmister è da stare a sentire, sempre.

2 agosto 2010

Ero nella casa di Pacciani. Anzi, della prima moglie del mostro, ammesso che ce ne sia stata più d'una. Fuori dalla catapecchia l'ambientazione era di quelle coatte southern, brulle e arse dal sole. Unico arredamento, una lapide con il nome corroso della donna. Questi incubi iniziano a stancarmi. La fiction sul mostro di Firenze l'ho vista sei mesi fa, e m'ha fatto anche ridere per quanto era fatta male. Soprattutto per la faccia di gomma accartocciata di Ennio Fantastichini. L'incubo ha fatto sì che mi alzassi a mezzogiorno anche oggi. Essere poco produttiva dà un alibi al mio desiderio di espiazione. Ho dei motivi per punirmi, per rifiutare il divertimento, ma chi lo spiega ai miei amici queer festaioli? L'unico svago che mi concedo è il vizio privato guardando in azione le me bambole preferite, "con tutti quei dardi d'oro che si configgono a più riprese,così profondamente da giungere sino alle viscere. Un idillio così soave." La sola estasi che sento di meritare adesso.
Come santa Teresa d'Avila che sogna the Scandicci Chainsaw Massacre. Ma facciamoci il favore.