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2 agosto 2010

Ero nella casa di Pacciani. Anzi, della prima moglie del mostro, ammesso che ce ne sia stata più d'una. Fuori dalla catapecchia l'ambientazione era di quelle coatte southern, brulle e arse dal sole. Unico arredamento, una lapide con il nome corroso della donna. Questi incubi iniziano a stancarmi. La fiction sul mostro di Firenze l'ho vista sei mesi fa, e m'ha fatto anche ridere per quanto era fatta male. Soprattutto per la faccia di gomma accartocciata di Ennio Fantastichini. L'incubo ha fatto sì che mi alzassi a mezzogiorno anche oggi. Essere poco produttiva dà un alibi al mio desiderio di espiazione. Ho dei motivi per punirmi, per rifiutare il divertimento, ma chi lo spiega ai miei amici queer festaioli? L'unico svago che mi concedo è il vizio privato guardando in azione le me bambole preferite, "con tutti quei dardi d'oro che si configgono a più riprese,così profondamente da giungere sino alle viscere. Un idillio così soave." La sola estasi che sento di meritare adesso.
Come santa Teresa d'Avila che sogna the Scandicci Chainsaw Massacre. Ma facciamoci il favore.

2 commenti:

Italian Anarchism ha detto...

eccomi qui a commentare(Italian Anarchism)...ma dai hai sognato la casa di Pacciani? ma che storia!!!!

MJC ha detto...

"The Scandicci Chainsaw Massacre" è puro genio: applausi