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23 luglio 2010

Stamattina si nuotava nella gelatina che tratteneva le parole i pensieri come quei granellini gommosi che sono dentro gli assorbenti che trattengono il sangue catameniale (Carlo Levi docet) e che costituirono la svolta nella produzione di tamponi igienici all'inizio degli anni '90. Ancora mi ricordo lo spot. Stamattina ci si muoveva a fatica in questa gelatina rappresa, e io sputacchiavo le parole che rimanevano lì, davanti alla mia faccia, sospese, e io faccio fatica a respirare nella gelatina, dovrei sviluppare delle branchie speciali, per sopravvivere in questa materia opalescente e sporca, devo trovare il modo di fare arrivare le parole ai destinatari, quei rari che capitano a tiro, mentre controluce nella nebbia oleosa e densa scorrono immagini di com'ero, come sarei potuta essere, come non sarò.

Kimberly Kane annuisce sorridente al suo aguzzino, le si formano fossette sulle guance, lui le ficca uno stralcio del vestito rosso che le ha strappato di dosso in bocca, comincia a fissarle mollette da bucato sui capezzoli, sulle grandi e piccole labbra. Kim docile, lo guarda da sotto in su, da brava schiava, ma si avverte la libido che furente le cova dentro. Io le mollette da bucato me le sento nel cervello.

1 commento:

ZyklonZombie ha detto...

Lo schiavo è sempre il vero padrone