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2 giugno 2009

disorder

Ho iniziato l'ennesimo diario, quest'idea un pò puerile un pò romantica di tenere un diario sono stata convinta dal quaderno rosso con la copertina rigida e l'elastico che mi sono ritrovata tra le mani è che l'estate mi mette voglia di scrivere di descrivere i crepuscoli rosso violino e allora provo a scrivere sul mio diario con la copertina rosso ciliegia anche solo per avere conferma del tempo che passa che altrimenti davvero mi sembra solo un agglomerato informe colloso di minuti di giorni che poi nemmeno è arrivata l'estate e già mi sta sul cazzo st'estate questo stordimento vacanziero che già si intuisce (Ennio Flaiano: aspettiamo l'estate per poi parlarne male) menomale che io me ne vado a lavorare in mezzo alle colline me ne vado e lascio roma a ribollire nel suo asfalto squagliato lascio roma coi suoi tram sudati e gli eserciti di impiegati con prole che si riversano sul litorale laziale e trascinandosi dietro quei prolungamenti di carne chiamati figli ancora non mi spiego come cazzo fa la gente a figliare in quel modo osceno non si rendono conto che siamo troppi piuttosto che farmi ingravidare io m'impicco (Lucio Anneo Seneca: sia infame la morte dei figli, ma peggiore sia la loro nascita) ma poi tornando al diario non ci ho quasi scritto più niente a parte piccole annotazioni sulla vita dei santi san gerolamo per esempio, è il mio preferito, raffigurato sempre intento a scrivere, con il teschio sullo scrittoio, alcuni pittori dipingono il leone ammansito a fianco, altri una città sullo sfondo a sottolinearne la condizione di eremita, mi piacciono i sangirolami, nelle interpretazioni di Duhrer e Antonello da Messina, ma il mio preferito è senza dubbio quello del Caravaggio, essenziale e caldo, oppure mi segno i sogni che ho fatto, ad esempio se qualcuno si trova a leggere di passaggio noterà che l'oggetto più ricorrente della mia attività onirica notturna è senza dubbio la polvere, imbustata comprata sparsa venduta soffiata confiscata rubata ma mai consumata, mentre di giorno capita che scorrano davanti al mio terzo occhio fotogrammi in filigrana di come sarebbe potuta andare la mia vita, se solo fossi stata una persona retta, pulita, determinata, se fossi stata a sentire mio padre che imperioso mi ordinava di fare "la figlia di famiglia" ( non dimenticherò mai quest'espressione, oltretutto cacofonica), tutte le immagini di quello che poteva essere e non è stato mi si snodano in mente in un penoso carosello di compunzione, timordidio, piaggeria, ma anche un timido rimorso fa capolino, chè se fossi stata un poco poco più furba certe cazzate potevo anche evitarmele conservando però una certa indomabile attitudine di fondo; un altro scherzo simpatico che mi tira il cervello è far riemergere ricordi di cimiteri istriani crocefissi fluorescenti pacchi barcellonesi insegnanti di danza arcigne che mi battevano il bastone della scopa sulle chiappe che dovevo tenere strette a schiaccianoce le lacrime inconsolabili del menarca gli occhi di un barbagianni che lampeggiano in una sera clandestina di dicembre il pallore della mia faccia riflessa nello specchio le labbra viola esangui un attimo prima di svenire

2 commenti:

Zyklon ha detto...

Mi piace soprattutto che tu abbia accostato i joy division al barbagianni tyto alba. Sono i gufoidi che più mi piacciono ma come per vendicarsi producono il verso che più mi è insopportabile

Adam ha detto...

hey, nipotella.
è da un po che non ci si sente..
sempre lì a pensare male del mondo (e infatti citi i Joy) e non a qualche cosa di più allegro (che sò, io adesso mi sento i Fleshtones).
sai cos'è? ti sento meno viva, meno incazzata e con meno rabbia di quanto ti ricordo.
anche se questo post sulle righe direbbe il contrario....
ma io mi sono bevuto almeno 4 litri di birra quindi è probabile che le sensazioni siano sghembe e non percepibili....
lol