Google+ Followers

Pagine

11 marzo 2009

Non sono come tutti gli altri come urlava il tipo dei Kinks che non mi ricordo mai come si chiama come urlava in quel pezzo, la voce che nel ritornello sale dolente e nervosa e s'aggiunge poi la seconda voce leggermente sfalzata non sono come tutti gli altri non sono come nessun altro non voglio vivere la mia vita come tutti gli altri come tutti gli altri la primavera m'ha sorpresa quest'anno, m'ha proprio colta in flagrante, come una ladra, a crogiolarmi nella mia nausea, ad affilare la mia intolleranza, e poi alzo la testa e mi trovo sotto un albero di ciliegio con i rami rossi che si stagliano contro il cielo carichi di microscopici fiori perfetti nella loro semplicità e minuzia, i pistilli rosso sangue e quelle corolle candide e delicate e la visione di tanta tremante, delicata perfezione potrebbe anche sciogliere lo spesso strato di catrame che ricopre i miei organi interni e riveste le mie viscere, e mi lascio quasi convincere dall'idea di purezza e bellezza dell'immagine impreziosita da un raggio di sole che filtra tra i rami sanguigni ma dura poco davvero poco l'ottimismo non è il mio forte e io possiedo solo una corazza di latta costruita con l'imbuto e i vassoi e altri complementi dell'ikea assemblati alla meglio

10 marzo 2009




forse da qualche parte oltre l'arcobaleno c'è un posto il mio posto c'è pace c'è sonno c'è caldo dai che è finito l'inverno l'inferno è un posto pieno di donne nude dove coi diavoli ci si mette d'accordo (e. flaiano) c'è un rospo che mi vampirizza la gola non mi fa dormire se ne sta lì abbarbicato proprio sopra la clavicola sinistra che assieme a quella destra forma come una stampella nel senso di gruccia come se fossi sempre appesa come se la mia pelle fosse una maglietta sempre frivola tu non mi smentisco (dovrei asportarmi il mento) e comunque dai che è finito l'inverno l'inferno dai che è finito l'interno come quando percorri una galleria buia e interminabile e quando ne sei fuori è notte neanche la consolazione di un raggio di sole di quelli finti che non riscaldano manco per il cazzo ma sei contento lo stesso di vederlo dopo cinque giorni di pioggia fredda e fitta e impietosa
dopo mesi di noia mesi grigi come i batuffoli di polvere che proliferano sotto il letto un raggio di sole di rappresentanza buttato lì per pena e invece no il tunnel è finito ma ormai è notte.