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10 febbraio 2009

O D I O

La parola che lampeggia ronzando nella mia testa, come l'insegna al neon di un infimo motel in mezzo al deserto;

la parola che troneggia ben conficcata nelle sinapsi, come una scheggia appuntita;

la parola che mette radici tentacolari nella soffice materia grigia, radici che si ramificano e adattandosi, avviluppano gli emisferi cerebrali;

la parola che mi giro e rigiro in bocca, come una sfiziosa caramella avvelenata, la succhia-succhia-che-mai-si-consuma di cui vado golosa;

la parola è ODIO;
il sentimento è ODIO;

preciso, costante, intollerante, psicotico

per il solo gusto di odiare

con quella struttura quasi palindroma, quell'accento sdrucciolo così dolce

la parola con Dio chiuso dentro.

(qualcosa vorrà dire)

3 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Daphne_Cat ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
ZyklonZombie ha detto...

fratello odio, cosa farei senza