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5 novembre 2008

lettera aperta a Irvine Welsh

Dear Sir Welsh,

mi rammarico fin d'ora per le parole che sto per scriverLe. Ho sempre nutrito una stima sconfinata per Lei e per il Suo lavoro, dai tempi di "Trainspotting", romanzo che ho adorato in misura di gran lunga superiore all'omonima trasposizione cinematografica, nient'altro che una pallida copia del frutto del Suo genio. Ho divorato ogni racconto, ogni romanzo entusiasmandomi per la profondità e il nichilismo presenti nelle Sue opere, ne ho apprezzato la cinica ironia, ho ricevuto l'ennesima conferma che la vita di strada può essere letteratura, mi sono commossa per l'incondizionato attaccamento all'esistenza di alcuni dei personaggi, così ben delineati da sentirne la mancanza una volta finito il libro, quasi fossero reali.
Questo accadeva fino a "I segreti erotici dei grandi chef", buona trama, ritmo incalzante, colpi di scena, finale con citazione "classica". Niente male.
Ma poi cosa è successo? Ho terminato stancamente l'ultima Sua fatica, "Una testa mozzata", e devo dire, molto prosaicamente, che m'ha fatto schifo al cazzo. Ammetto che già dalla seconda pagina avevo capito che io e te non avevamo più molto da dirci, Irvine, ma ho voluto andare avanti, per curiosità, per amore, e perchè speravo, dio quanto ho sperato, in una trovata brillante, in una svolta accattivante, qualunque cosa che mi facesse ricredere da quella che è stata la mia prima impressione.
Poi ho declassato il libro da lettura della sera a lettura da treno ( e questo la dice lunga sul gradimento, giacchè riservo agli spostamenti i libri che considero meno coinvolgenti) e mi sono accorta che c'erano pagine che scorrevo in fretta, distrattamente, ormai annoiata dal solito turpiloquio, dall'espediente trito e ritrito di cambiare in ogni capitolo il registro linguistico, adattandolo al personaggio che racconta gli eventi in prima persona, quasi scocciata dalla tontaggine del protagonista spacciata per candore, irritata dalle leziose trasgressioni della comprimaria e poi non ho riso neanche una volta, e poi che significa che la tipa ascolta Marylin Manson? ma tu sei quello che m'ha parlato per primo di Iggy Pop, ricordi? e quel ridicolo fantino, che assomiglia preciso identico al mio compagno sfigato delle medie? No. Non va, baby, proprio no. Non mi sarei mai aspettata una tale caduta di stile.

Io capisco tutto. Capisco che adesso ti sei sposato con questa giovane studentessa, e ti senti un pò Il Ras della Fregna, per usare una delle tue espressioni, e capisco anche che stai lavorando alla stesura del prequel di Trainspotting e nel frattempo hai bisogno di alzare un pò di soldi, capisco che devi mantenere il tuo appartamento ad Amsterdam, e tutti i vizi, e capisco anche che non sei più un ragazzino, e la vecchiaia comincia a farsi sentire, ma era proprio necessario propinarci questa boiata?
Vedi che puoi fare con il prossimo romanzo, sennò ti spacco il culo.

Con Infinita Ammirazione e Profondo Rispetto.
Nina

1 commento:

crimson74 ha detto...

Mah..., a me già "I segreti erotici" è piaciuto poco, l'ho trovato abbastanza inconcludente e tirato via, l'idea di base anche buona, ma lo svolgimento veramente deludente...