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23 novembre 2008

18 novembre 2008

Dizionarietto ragionato del garage rock (il ritorno)

No, non mi ero dimenticata. Nè ho deciso di abbandonare l'impresa. Ho solo avuto tanto da fare, e voglia zero. So che alcuni di voi (lo zero virgola zero uno percento dei miei 17 lettori quotidiani) lo attendeva con impazienza questo ritorno. Sarà che io odio le classifiche tanto quanto amo le liste ( tutte le ragazze amano compilare liste, come Butters afferma nell episodio 14 della serie 11 di South Park. E' un fatto) .
E andiamo avanti con l'alfabeto, dunque:

H:

Haunted: 1-2-5, e nulla più. Credo che non abbiano registrato mai alcun disco. Se li cerchi su internet, alla stessa voce trovi un gruppo power metal norvegese con lo stesso nome e una canzone che titola, appunto 1-2-5, ma non è una cover. A me il metal mi fa schifo, e la Norvegia pure, e adesso ho un motivo in più per odiare.


Human Beinz, Human Expression, Humane Society: li metto assieme dal momento che ne so davvero poco. Tarantino ha scelto "Nobody but me"dei primi per la colonna sonora di Kill Bill I; i secondi hanno inciso la rutilante "Love at psychedelic velocity, su cui il famelico Rudi ha subito messo le grinfie; i californiani Lords of Altamont hanno fatto una cover di "Knock Knock", del terzo gruppo, un raro esempio in cui la copia riesce meglio dell'originale.

Dunque dicevo, la folgorazione che il garage rock fu per me. Dove sono stata fino adesso? Come ho fatto a vivere nell'ignoranza? Com'è possibile che sia arrivata sin qui senza sapere niente di tutto questo? Queste le domande che turbinavano nella mentina (piccola mente) della giovane me stessa al primo ascolto dei Sonics. Ma ne parlerò a tempo debito.
Se "Songs we taught the Fuzztones" fu per me il Vangelo, i quattro volumi dei "Nuggets" sono stati senz'altro la Bibbia. Ogni pezzo una rivelazione, una piccola scossa che risvegliava una coscienza ancestrale, primitiva. Il primo volume venne compilato magistralmente da Lenny Kaye, chitarrista del Patti Smith Group, e se i files mp3 potessero consumarsi, su quelli dei miei "Nuggets" ci sarebbero i solchi, per quante volte li ho ascoltati. Stavo sviluppando l'ennesima dipendenza, ma per una volta, si trattava di un'assuefazione benefica.

12 novembre 2008

La prossima volta che nasco, devo ricordarmi del termine "semiotica".

5 novembre 2008

lettera aperta a Irvine Welsh

Dear Sir Welsh,

mi rammarico fin d'ora per le parole che sto per scriverLe. Ho sempre nutrito una stima sconfinata per Lei e per il Suo lavoro, dai tempi di "Trainspotting", romanzo che ho adorato in misura di gran lunga superiore all'omonima trasposizione cinematografica, nient'altro che una pallida copia del frutto del Suo genio. Ho divorato ogni racconto, ogni romanzo entusiasmandomi per la profondità e il nichilismo presenti nelle Sue opere, ne ho apprezzato la cinica ironia, ho ricevuto l'ennesima conferma che la vita di strada può essere letteratura, mi sono commossa per l'incondizionato attaccamento all'esistenza di alcuni dei personaggi, così ben delineati da sentirne la mancanza una volta finito il libro, quasi fossero reali.
Questo accadeva fino a "I segreti erotici dei grandi chef", buona trama, ritmo incalzante, colpi di scena, finale con citazione "classica". Niente male.
Ma poi cosa è successo? Ho terminato stancamente l'ultima Sua fatica, "Una testa mozzata", e devo dire, molto prosaicamente, che m'ha fatto schifo al cazzo. Ammetto che già dalla seconda pagina avevo capito che io e te non avevamo più molto da dirci, Irvine, ma ho voluto andare avanti, per curiosità, per amore, e perchè speravo, dio quanto ho sperato, in una trovata brillante, in una svolta accattivante, qualunque cosa che mi facesse ricredere da quella che è stata la mia prima impressione.
Poi ho declassato il libro da lettura della sera a lettura da treno ( e questo la dice lunga sul gradimento, giacchè riservo agli spostamenti i libri che considero meno coinvolgenti) e mi sono accorta che c'erano pagine che scorrevo in fretta, distrattamente, ormai annoiata dal solito turpiloquio, dall'espediente trito e ritrito di cambiare in ogni capitolo il registro linguistico, adattandolo al personaggio che racconta gli eventi in prima persona, quasi scocciata dalla tontaggine del protagonista spacciata per candore, irritata dalle leziose trasgressioni della comprimaria e poi non ho riso neanche una volta, e poi che significa che la tipa ascolta Marylin Manson? ma tu sei quello che m'ha parlato per primo di Iggy Pop, ricordi? e quel ridicolo fantino, che assomiglia preciso identico al mio compagno sfigato delle medie? No. Non va, baby, proprio no. Non mi sarei mai aspettata una tale caduta di stile.

Io capisco tutto. Capisco che adesso ti sei sposato con questa giovane studentessa, e ti senti un pò Il Ras della Fregna, per usare una delle tue espressioni, e capisco anche che stai lavorando alla stesura del prequel di Trainspotting e nel frattempo hai bisogno di alzare un pò di soldi, capisco che devi mantenere il tuo appartamento ad Amsterdam, e tutti i vizi, e capisco anche che non sei più un ragazzino, e la vecchiaia comincia a farsi sentire, ma era proprio necessario propinarci questa boiata?
Vedi che puoi fare con il prossimo romanzo, sennò ti spacco il culo.

Con Infinita Ammirazione e Profondo Rispetto.
Nina