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9 settembre 2008

(post frivolo) Captatio Malevolentiae

Finalmente. Finalmente l'estate è finita, come succede tutti gli anni, proprio quando mi ci stavo abituando, quando stava per piacermi davvero, malgrado la pressione bassa che cola a picco, malgrado le zanzare, malgrado l'ennesimo tentativo abortito di smettere di fumare, ci provo tutti gli anni non ci sono mai riuscita, forse l'anno prossimo, chissà.
E non vedo l'ora di tirare fuori i miei vestiti invernali, tutti i maglioncini, le felpe, le giacche e le camicie divise per colore nel mio armadio, i collant in un cassetto, le calze autoreggenti in un altro, le gonne scozzesi, i pantaloni di velluto a coste, gli stivali alti, gli stivali raso terra, gli stivaletti alla caviglia, i guanti di pelle rossa e quelli scamosciati verdi, sono superficiale e me ne compiaccio. Ho finalmente comprato i RayBan che sognavo da mezza vita più o meno, e non vedo l'ora di metterli con il mio parka mod e con gli stivali marroni vintage della mia mamma. Sono frivola lo so, ma la frivolezza m'ha salvato. La frivolezza mi distrae, mi fa passare il tempo, mi consola in una mattina triste di solitudine forzata, e ci vuole anche una discreta dose di coraggio a essere così venali oggi che tutti ostentano la propria profondità, il proprio impegno, tutti occupati a far vedere quanto sono belli e mesti dentro, io no, non sono bella per niente dentro, sono vuota, e non me ne vergogno, ho un fantastico cappotto grigio con le maniche a campana che nasconde molto bene tutta la mia vacuità, la avvolge alla perfezione, ho una frangia che cade dritta sugli occhi giusto per coprirne l'espressione assente, annoiata, mascherata anche da abbondanti passate di rimmel, ho un caschetto perfetto, liscio e compatto a dissimulare un cervellino minuscolo che non funziona -ahimè- granchè bene. Ho un baule di alluminio rivestito di gommapiuma, una di quelle scatole che usano i djs per metterci i vinili, piena di borse di ogni forma e dimensione, grandi almeno per contenere un libro, e il lettore mp3, borse che uso per trasportare l'insoddisfazione e la frustrazione da un punto ad un altro. E sì, sono effimera, ed estremamente vanitosa. In questo momento essere apprezzata per ciò che penso è l'ultimo dei miei problemi, non mi interessa fare a gara con battagliere veterofemministe brutta copia dei maschi, nè con languide tardone dark dall'aria sofferta che mi citano Kipling a menadito (che poi io Kipling me lo leggevo alle medie,vabbè) non mi interessa farmi ammirare per le mie osservazioni argute, per la mia cultura, per il mio impegno politico, e mi fanno solo ridere quando si permettono di osservare che tutto questo "non è punk" come se avessimo ancora quindici anni, come se punk rock fosse andare in giro sporco con le creste e le croste, ebbene si, signori, le mie orecchie devo ancora sopportare questi noiosissimi stradatati luoghi comuni, e se solo leggessero si documentassero un minimo prima di parlare saprebbero che invece il punk, almeno come lo intendono nelle loro testoline intossicate da MTV era all'85 x cento aspetto esteriore, o come dire che sei stupida solo perchè ti senti contenta di essere femmina e ti comporti di conseguenza e no perchè così diventi un giocattolo sessuale alla mercè del porco sciovinista maschio e quindi ti devi imbruttire, capito, non portare più il reggiseno, non truccarti, portare solo scarpe da ginnastica, e questo me l'ha detto una che si vantava di essere andata in vacanza a santo domingo o dove cazzo è andata portandosi non so quante scatole di preservativi, perchè l'unico modo che queste residuate del sessantotto conoscono per godere è mettersi alla stregua dei maschi, e al ritorno si vantava di tutte le conquiste fatte, e a me non sembrava molto femminista come atteggiamento, nè molto femminile, ma solo molto squallido, e tornando a me in questo periodo della mia vita non me ne frega un benemerito cazzo, voglio soltanto crogiolarmi nella mia scarsa profondità, alla faccia dell'impegno e della gravità intellettuale, e staccare dal lavoro la domenica mattina alle 6 con 2- 3 shottini, un sex on the beach e un rum e coca che mi tonitruano in corpo e andarmene a porta portese passando per il lungo tevere con il sole che comincia a ghignare tra le antenne dei palazzi, a rovistare tra le bancarelle appena aperte.

3 commenti:

crimson74 ha detto...

Massì, che cavolo...

il Gaggio ha detto...

quando
in illo tempore ormai
andavo al leonka
o all'helter skelter
o al virus
o al conchetta
per un qualsiasi motivo
che poteva essere un concerto
o una pseudoperformance teatrale
o una performnace pseudoteatrale
o la visione di un film very very undergrond di una casa di produzione ancor più underground
o salcazzochecosa d'altro
quando all'ingresso
il tizio
o la tizia
belli agghindati "a norma"
belli smandrappati
belli borchiati
belli inkazzati
quando mi si chiedeva di porgere il braccio
per fare in modo che lui
o lei
potesse marchiarmi col suo bel timbro
col suo bel numero di serie
o la sua bella sigla
beh...non esisteva proprio cazzo!
quel timbro con il suo bel numero o la sua bella sigla se lo potevano ficcare su per le terga
che è?
la prassi d'internamento in un lager?!
se ti va mi fai entrare così
anche con sti cazzo di pantaloni con la piega
e il maglioncino di lana grigia
e i sandali da francescano
se non ti va
non mi fai entrare

ma niente marchi eccheccazzo!


il più delle volte non entravo


il mio "essere punk" si risolveva tutto lì


paradossalmente

vabbè ciao

il Gaggio ha detto...
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