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7 agosto 2008

Tutto cominciò in sordina, distrattamente, come accade alle volte con le passioni più esclusive, o con le dipendenze più pesanti, senza accorgertene ti ritrovi impastoiato, assuefatto e non riesci a pensare ad altro. Tutto cominciò con i Sonics. Anzi no...

A:

Amboy Dukes: perchè Ted Nugent sarà anche un guerrafondaio reazionario maschilista, ma con la chitarra c'ha sempre saputo fare. E i suoi Amboy Dukes sono davvero rozzi, e primitivi, e la musica non deve fare le spese delle teste de cazzo che la compongono.

Arrows (Davie Allan and the): perchè Blues Theme m'è sempre piaciuta, fa battere il mio cuoricino da motociclista mancata, e mi fa drizzare i capezzoli, secondo il metodo di misurazione del gradimento Tamburini-Red Vinyle ( di cui parlerò più avanti).

B:

Blues Magoos: per la loro "Dante's Inferno" che ingloba il pezzo degli Arrows di cui sopra, anche se poi i loro dischi sono un pò melensi.

Bold: sentii per la prima volta "Gotta get Some" su Lysergic Emanations dei Fuzztones. Ero completamente ignorante in materia di garage, ma questo diventò subito uno dei miei pezzi preferiti. E lo è tutt'ora. Peccato non si trovino i dischi di questo oscuro gruppetto.

Bees: perchè la loro "Voices green and purple" ha fatto da colonna sonora ai miei incubi migliori. Oh no! No! No! Please!
Deliziosamente psicotica, proprio come me.

Brogues: "I ain't no miracle worker" è talmente bella e struggente che vorrei che qualcuno me la cantasse in ginocchio sulla ghiaia, tanto per soddisfare le mie fantasie sadiche.
"I ain't no miracle worker- I do the best that I can"(te lo spiego a voce bassa, ma visto che non capisci e sei una testa di cazzo presuntuosa te lo urlo in faccia) : "I am no miracle man!!"
Tra l'altro i Corvi, gruppo beat italiano, ne ha ripreso la melodia per la loro "Ragazzo di strada".

...dicevo, prima ancora di rimanere fulminata dai Sonics, mi imbattei in una bella compilation, "Songs We Thaught the Fuzztones". Fu allora che scoprii che il priapico Rudi Protrudi non si era inventato quasi niente, e il suo repertorio consisteva quasi tutto in covers, splendidamente rivisitate. Ecco come iniziai una ricerca...

C:

Calico Wall: anche loro, ahimè, introvabili. "Living Sickness", ectoplasmica e ipnotica, dal testo a dir poco leopardiano, parla di solitudine e alienazione, ed è l'unico pezzo che conosco firmato da questa fantomatica band. inutile dire che non è sfuggita all'attenzione del bel Rudi, che sembra cantarla crocifisso a un cactus in mezzo al deserto in una notte di luna piena ( nudo come un verme nudo, obviously).

Count Five: L'Ammore, con la A maiuscola e due tre cinque emme. Baby, ti amo ma se continui così mi fai impazzire, qua finisce male. "Psychotic Reaction" è uno dei più bei album che abbia mai sentito, e conserva un posto d'onore nel mio pantheon musicale. Sono una ragazza romantica, io! peccato si siano sciolti così presto.

Charlatans: I Charlatans non mi piacciono. Punto. Il perchè non mi è dato saperlo. A pelle.

...a tratti spasmodica, cimentandomi in quella che io amo definire "archeologia del rock'n roll...


[continua]

1 commento:

TheGoblin ha detto...

I Charlatans non ti piacciono perchè praticamente furono il primo gruppo hippy della west coast. Quelli che diedero il via al flower power, ad Haight-Ashbury, alle jam sessions di cento ore. Tutto quello che poi Altamont spazzò via a calci in culo.